Ve ne abbiamo parlato qualche tempo fa della storia di Hachiko, cane giapponese che aspettò il padrone alla stazione, tutti i giorni, alla stessa ora, anche dopo la sua morte, illudendosi di vederlo ricomparire. Una storia vera che aveva suscitato commozione e spinto i cittadini di Shibuya a creare una statua che ne celebrasse l’esemplare fedeltà: l’immagine di un cane che aspetta, imperterrito, trascorse le stagioni, trascorsi gli anni, è ancora lì, immortalata nel marmo.
Da questa storia è nato anche un film, nelle sale proprio in questo periodo natalizio, Hachiko a dog’s story, in cui il padrone che non torna è interpretato magistralmente da Richard Gere. Una pellicola commovente che, giurano in molti, farà versare più di una lacrima a chi si lascia intenerire dall’immenso amore di cui sono capaci solo i cani, disinteressato, imperituro, che sopravvive anche all’assenza e alla lontananza fisica.
Gatti, cani, ma anche uccellini e altri animali domestici possono risentire dei forti rumori provocati dai botti che tradizionalmente vengono fatti esplodere per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. La LAC, la Lega per l’Abolizione della Caccia, mette in guardia dal rischio causato dai petardi ed altri esplosivi “festosi” i proprietari di pets, diffondendo una notizia forse sconosciuta ai più: se tutti infatti sappiamo che gli amici a quattro zampe odiano tuoni e botti, e corrono a nascondersi quando li sentono, in pochi forse sanno che in alcuni casi l’animale può anche spaventarsi a morte, nel senso letterale dell’espressione:
Trenitalia ed i cani. Un rapporto difficile e controverso. Dopo l’introduzione di vistose limitazioni all’ingresso dei cani su alcuni treni dello scorso anno, seguirono numerose proteste, anche piuttosto animate, che ripristinarono una sorta di tregua tra i possessori di cani e le ferrovie italiane. E oggi chi vuole viaggiare in treno con Fido al proprio fianco, che situazione si trova davanti? Secondo l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) il quadro non è molto incoraggiante. Tutto perchè Trenitalia imputa ai cani alcuni disservizi che in realtà sono dovuti all’incuria e all’inciviltà sia di alcuni passeggeri che alla manutenzione delle carrozze, visibilmente carente in igiene e decoro: