
La sentenza è di quelle che lascia senza parole, che crea sbigottimento e perplessità e, che certamente, porterà ad una lunga serie di proteste da parte degli animalisti più tenaci. L’argomento in questione riguarda i video o il materiale televisivo dove vengono mostrati degli atti di violenza nei confronti degli animali, ritenuti legittimi in quanto rappresenterebbero una forma di libertà di espressione che non può essere fermata proprio perchè protetta dal Primo Emendamento della Costituzione americana. A fornire questa spiegazione al termine di un lungo incontro con otto voti favorevoli e soltanto uno contrario, sono stati i giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti. Secondo la loro decisione, quindi, il governo federale non può punire un soggetto che possiede o ha personalmente riprodotto video cassette o altri media, mentre maltratta una creatura indifesa. Diverso è il discorso se viene colto in flagrante di reato.
Impiegati a quattro zampe nello staff di una delle catene di alberghi più prestigiose al mondo: la