Ottantasei esemplari di airone cenerino, sono stati costretti ad allontanarsi dall’Oasi Lipu di Torrile, in provincia di Parma, a causa dell’eccezionale nevicata e del conseguente freddo intenso che ha colpito tutta la zona. Una situazione che si verifica raramente e che costituisce un vero problema anche perchè si tratta di una delle poche zone italiane adibite al birdwatching. Gli esemplari scomparsi, fino ai giorni precedenti alla caduta della neve, avevano costruito i loro nidi nella cosiddetta “garzaia” e hanno lasciato tra i 37 e i 40 nidi. Dalla Lipu hanno fatto sapere, inoltre, che in almeno diciassette di essi si trovavano uova in fase di cova e, quindi, prossime all’apertura. Con l’abbandono della zona da parte degli aironi, però, tutto è andato perduto e i piccoli non nasceranno mai. Senza contare che le temperature troppo basse hanno portato alla morte di uno degli uccelli.
Altre Specie
Tanzania, elefanti a rischio sterminio
Cinquemila euro al chilo per la vendita dell’avorio: un business fiorente che non da tregua agli elefanti, sempre inseguiti e uccisi dai bracconieri che vogliono in questo modo incrementare i loro affari. Una situazione sempre più critica, che rischia di portare a breve allo sterminio totale di questa specie vivente, se non si riuscirà ad intervenire bloccando tale commercio illecito. Secondo stime attendibili, sembra che se i mercati, soprattutto quelli asiatici, continueranno a richiedere grandi quantità di avorio, i pachidermi di questo angolo di mondo potrebbero estinguersi in un periodo di tempo che varia tra i sette e i quindici anni.
Al via un progetto di microchippatura per evitare l’abbandono dei conigli nani
Pensavate che solo i cani e i gatti, o al limite i pesciolini rossi, fossero gli animali domestici più diffusi in assoluto? Bene, vi sbagliavate; secondo i dati Eurispes, i conigli nani stanno entrando prepotentemente nella classifica degli animali domestici più diffusi: sono ben 1.000.000 gli esemplari presenti nelle case degli italiani, tallonati dalle tartarughe di acqua dolce, dai roditori, che sono ben 50.000, dallo stesso numero di iguane, da circa 20.000 pappagalli e da 150.000 serpenti e animali esotici.
Purtroppo, però, nemmeno i conigli sono immuni dall’abbandono da parte di proprietari irresponsabili, e proprio per ovviare a questo fenomeno l’associazione AmiCOniglio ha istituito un progetto di registrazione e identificazione degli animali abbandonati che ha dato in adozione, formando una specie di banca dati.
S.O.S. Salvataggio rospi!
Dai primi giorni del mese si è attivata una curiosa ed importante missione di alcuni volontari in decine di regioni italiane: salvare la vita ai numerosi rospi che attraversano le nostre strade e che purtroppo, restano molte, troppe volte, uccisi dalle macchine. I rospisti, come sono stati definiti, si incontrano la sera, muniti di un’attrezzatura formata da torce, giubbotti alta visibilità e secchi nei quali riporre gli animali salvati.
Perlustrano le strade principali, aiutando rospi e rane a non finire schiacciati sotto le ruote delle pesanti macchine che sfrecciano veloci e che non si riuscirebbero a rendere conto della loro presenza sulla strada. Si stima che dal 2003, anno della prima operazione salva rospi, ad oggi, siano stati 170mila gli anfibi salvati dai volontari.
Gli anfibi sopra citati si svegliano in primavera, con i primi caldi sentono l’esigenza di ricercare stagni o fossi o luoghi in cui vi è acqua per deporre le uova: ma la ricerca dello stagno non è facile, soprattutto per gli animaletti che vivono ai confini delle grandi città e che devono fare i conti con l’attraversamento delle strade, operazione rischiosissima! Per aiutare gli anfibi ignari del pericolo entrano in scena i rospisti: camminano lungo le strade, prendono i rospi, li mettono in un secchio e li portano dall’altra parte della carreggiata o nei fossi dove potranno vivere felici.
Un furetto in famiglia, siete pronti?
In passato, i furetti hanno ricevuto una buona dose di pubblicità negativa. Come con qualsiasi altro animale da compagnia, è la scarsa comprensione delle loro esigenze e del loro comportamento a causare i maggiori problemi. Tuttavia, dobbiamo ricordare che la maggioranza dei proprietari di furetti sono proprietari responsabili, e ci sono diversi luoghi comuni da sfatare su questi pets. Quello che ci si chiede spesso prima di prenderlo è se un furetto possa essere un buon animale domestico per una famiglia. Beh, dipende dal furetto e… dalla famiglia.
Con un impegno costante e cure adeguate, i furetti sono degli ottimi animali domestici per chiunque, comprese le famiglie. Questi pets hanno bisogno di esercizio fisico, di educazione e addestramento, e di tante tante attenzioni (adorano ricevere un sacco di attenzioni!) E ovviamente necessitano di cure veterinarie, tra cui le vaccinazioni. In aggiunta, le case devono essere completamente a prova di furetto. I furetti sono animali meravigliosi ma, contrariamente a quanto si è portati a credere, non sono pets che richiedono poche spese.
Italiani uniti contro i maltrattamenti sugli animali
Gli italiani, come tutti i popoli, sono diversi fra loro per gusti, modi di vivere e di essere, ma su una cosa sono praticamente tutti d’accordo: il no convinto ai maltrattamenti sugli animali. Secondo un recente sondaggio condotto dall‘Ipsos per conto della Lav, dell’Enpa, della Lipu, del wwf e di Legambiente e reso noto dall’agenzia di informazione Asca, trovano terribile il fatto che qualcuno possa fare a queste creature viventi della violenza gratuita, senza dare loro la possibilità di difendersi. Alla domanda proposta nel corso dello studio “Quali tra le seguenti affermazioni descrive maggiormente la sua visione sul rapporto fra l’uomo e gli altri animali”, infatti, il 41 per cento ha risposto che “gli animali sono in grado di provare affetto, gioia e dolore e non è mai giusto far loro nessun tipo di offesa a livello fisico”.
Il gatto selvatico, un animale da salvare
Schivo e solitario, il gatto selvatico è un felino del quale non si sa moltissimo, a parte il fatto che si trova da tempo a grave rischio di estinzione. Quella che lo fa assomigliare ai comuni gatti domestici è solo una caratteristica fisica, perchè a differenza dei suoi cugini più prossimi, non è stato “adottato” dall’uomo e non ha modificato il proprio stile di vita, per avvicinarsi alla sussistenza cittadina e lontana dagli spazi verdi. Vive fuori dai centri abitati, sa mimetizzarsi molto bene e ama cacciare di notte; tutte abitudini che non facilitano certo il compito agli studiosi di animali, che devono ancora imparare tanto sul suo comportamento in natura.
Tempi duri per l’orso Knut
L’attrazione più importante dello zoo di Berlino, la piccola star che spesso è balzata agli onori della cronaca ed è conosciuta in tutto il mondo fin dalla sua nascita, rischia la castrazione. Per il famoso orso Knut, secondo quanto dichiarano gli animalisti, questo intervento sarebbe necessario proprio per scongiurare un incrocio, che potrebbe risultare pericoloso, fra due consanguinei cresciuti entrambi in cattività. “L’amore” con Giovanna, quella che sembra essere la sua “compagna” e quindi ha tutte le carte in regola per avere dei cuccioli, porterebbe certamente ad un accoppiamento ed è necessario intervenire prima che sia troppo tardi.
Lav in piazza per difendere 40 milioni di galline
350 piazze italiane per difendere i diritti delle galline: a organizzare l’evento è la Lav, la Lega Anti vivisezione, che il 13 e 14 marzo prossimi, chiederà a istituzioni e cittadini di acquistare uova che provengano da esemplari liberi. Riconoscere la differenza è facile, visto che nella scatola si trova scritto un codice che conferma la provenienza; se vi si trova apposto il segno 3, vuol dire che le galline produttrici si trovano in allevamento. Le condizioni in cui vivono queste creature, infatti, sono al limite della sopravvivenza e soltanto con una azione comune, si potrà fare qualcosa per aiutarle.
Moscerino della frutta, registrata la sua attività cerebrale
Un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology chiamato anche Caltech, è riuscito in una impresa che ha dell’impossibile e, fino ad oggi, era stata proposta soltanto in film di fantascienza: registrare in tempo reale l‘attività di una cellula cerebrale di un moscerino della frutta. I risultati sono stati ancora più strabilianti e hanno dimostrato che la Drosophila melanogaster, questo il nome scientifico, ha un cervello che aumenta la sua sensibilità durante le fasi di volo rispetto ai momenti in cui è ferma. I risultati completi, sono stati pubblicati on line sul sito Nature Neuroscience.
Stoccolma, la città dei lupi
Sarà perchè un freddo così intenso non capitava da quasi due secoli, ma la città di Stoccolma, questa volta, deve combattere con un problema ancora più insidioso dell’inverno: la presenza massiccia di lupi. A pochi chilometri dalla capitale, cresce la paura perchè gli ululati che si sentono non sono quelli di cani infreddoliti, ma dei loro parenti più prossimi e parecchio più selvatici che stanno lasciando il Nord e i boschi di Norrland per il Sud. Vagano alla ricerca di cibo e riparo e per gli abitanti si fa sempre più importante l’interrogativo legato ad un loro eventuale sostentamento o ad un possibile allontanamento che scongiuri ogni forma di pericolo, dato che non sempre corre buon sangue tra la specie umana e lo stesso canide.
Squalo bianco, restano pochi esemplari
E’ stato da sempre il simbolo del pericolo per chi si avventura in mare e considerato un invincibile predatore per via della sua capacità cruenta di attaccare senza risparmiare nessuno, ma adesso da carnefice sembra essere diventata la vittima. Dello squalo bianco, infatti, restano ancora pochi esemplari se non si interverrà subito con piani di protezione mirati. Sono lontani i tempi del film di Spielberg che fece di questa creatura vivente, il re incontrastato dei mari; secondo uno studio dell’Università di Stanford, infatti, ne sono rimasti in vita meno di 3500.Un numero allarmante, visto che è addirittura inferiore a quello delle tigri, anche loro a rischio di sparire per sempre.
Mozambico, gli animali scontano gli orrori della guerra civile
Quindici anni di guerra civile in Mozambico, non hanno portato soltanto alla distruzione del Paese, ma a pagarne il caro prezzo sono stati anche gli animali della savana. Un tempo, in questa zona, si trovavano moltissime specie tanto che tale luogo era stato rinominato “il posto dove Noè lasciò la sua Arca”. La lotta che ha coinvolto i suoi abitanti e li ha sterminati per un periodo di tempo che va dal 1975 al 1992, ha portato alla sparizione di leoni, elefanti e innumerevoli esemplari che arricchivano enormemente di fauna questo angolo di mondo.
La papera che insegnò a un bambino a camminare
Finley Lomax era nato prematuro e in più aveva avuto un ictus da piccolo complicando una situazione già non rosea. I medici avevano così detto alla madre che non avrebbe mai potuto camminare nella vita e che sarebbe sempre rimasto seduto su una sedia a rotelle. Questo perchè durante la malattia, aveva subito una grave lesione all’area cerebrale responsabile del coordinamento dei movimenti del corpo. Gli esperti, però, non avevano pensato alla presenza di Ming Ming che in poco tempo ha allontanato la nube di sofferenza che avrebbe per sempre interessato il ragazzo e la sua famiglia.