Kanzi non c’è più. Era un bonobo che, in pratica, parlava la lingua degli umani e che proprio grazie a questa sua particolarità è stato in grado di modificare il modo in cui noi ci rapportiamo con gli animali.
Una morte serena e improvvisa
La sua capacità era quella di parlare con simboli e lessigrammi. Kanzi se n’è andato in modo inaspettato a 44 anni.con molta probabilità per via degli “acciacchi” che aveva nonostante la sua giovane età. Ma era noto particolarmente per la sua empatia e la sua intelligenza che, più di una volta, hanno creato molto dibattito. Su cosa? Sul confine presente tra l’essere umano e i primati, nonché tra l’uomo e gli animali in generale.
Kanzi è morto il 18 Marzo 2025 e l’annuncio della sua morte è stato dato dall’Ape Conservation e Cognition Iniziative, il centro di ricerca dove questo esemplare di bonobo è vissuto per buona parte della sua vita. Va sottolineato che questo primate non mostrava segni particolari di sofferenza o malessere, tutt’altro. E il suo decesso riflette un po’ tutto ciò.
È morto infatti dopo aver fatto colazione, giocato con nipote Teco e dopo essersi sdraiato per farsi pulire il mantello da un altro bonobo. Come hanno raccontato gli scienziati, il suo cuore ha semplicemente smesso di battere.
Kanzi era un primate speciale
Una morte serena e tranquilla, in un giorno qualunque e non per una patologia particolare. Verrà eseguita un’autopsia sul suo corpo per chiarirne le cause della morte. Ma si sa che da tempo aveva problemi cardiaci e per tale ragione era sotto monitoraggio regolare.
Il suo trapasso sta avendo effetto sia sulla sua famiglia animale che quella umana che per oltre quarant’anni gli è stata vicino. Ragione per la quale il centro nel quale era residente ha già fatto sapere che si farà di tutto per aiutare sia gli altri bonobo che i collaboratori umani da un punto di vista emotivo.
Kanzi aveva fatto proprio un vocabolario di circa 3000 parole, ma la sua non era conoscenza fine a se stessa o una semplice associazione tra significati e simboli. Questo bonobo era in grado di combinare i segni e di comporre frasi nuove e di significato. Fu in grado di fare uno scherzo a un ricercatore descrivendolo poi con le parole “brutta sorpresa”: questo è solo un esempio di come fosse in grado di ragionare e gestire il linguaggio appreso. Superando addirittura in abilità un bambino umano nel seguire istruzioni e comunicare. Insomma, presentava una vera e propria comprensione della lingua inglese che utilizzava per comunicare.